+€1.024.244 di fatturato e 33.574 Lead in più nel 2023 grazie al Native Advertising

Ciao e benvenuto in questo caso studio.

Nelle prossime righe scoprirai l’esatta strategia che abbiamo utilizzato per generare più di +€1.024.244 di fatturato solo nel 2023…

Per un’azienda leader nel settore finanziario.

Come? 

Utilizzando un solo canale (ancora quasi sconosciuto in Italia): il Native Advertising. 

Ma non è tutto! 

Leggendo questo caso studio per intero, scoprirai: 

– Cos’è e come funziona il Native Advertising 

L’esatto funnel che abbiamo utilizzato per aumentare il numero di lead del 1580% in meno di 6 mesi per questo cliente

– Le 5 domande da chiederti per determinare se il Native Advertising è adatto alla tua azienda

Le 6 fasi strategiche per portare una campagna da “zero” a “vincente” (le abbiamo scoperte con test costati migliaia di euro) 

Prima di partire però ci tengo a fare una precisazione:

Non sono un guru, non sono un formatore, e non ho nessun tipo di corso in vendita o percorso di consulenza high-ticket.

Il mio interesse è mostrarti come funziona il Native e come puoi utilizzarlo per la tua azienda. 

Cosa ci guadagniamo noi io?

La tua fiducia.

La nostra agenzia non può aiutare tutte le aziende che vogliono fare Native (e non tutti vorranno essere aiutati da noi)…

Ma una minoranza di chi legge questo Caso Studio penserà “non voglio fare le cose per conto mio…voglio l’aiuto degli esperti”.

Magari anche tu farai parte di questa minoranza.

Se fosse così…

Grazie al valore ricevuto da questo Caso Studio, la nostra collaborazione potrà iniziare già con una buona base di fiducia:

Avrai già un’idea ben chiara del metodo e la professionalità con cui lavoriamo.

Se invece deciderai di voler utilizzare il Native per conto tuo, il seguente caso studio ti sarà estremamente utile per comprendere le basi di questo canale pubblicitario…

Un canale che potrebbe generare diverse migliaia di euro di fatturato per la tua azienda, già nei prossimi mesi.

Adesso permettimi due righe per spiegarti…

Chi sono?

Mi chiamo Marco Riondato e sono il fondatore di Native X.

La prima agenzia di performance marketing in Italia, specializzata in Native Advertising.

Aiutiamo titolari di e-Commerce, Info-Business e Attività Locali, a ottenere più clienti e lead con il Native Advertising.

Tra i nostri clienti ci sono anche aziende importanti nel panorama italiano come:

Fisico da Spartano, Fantasticane, Unger Academy, Biux, Legge3.it, Desamo Energia e altre ancora.

Tornando a me invece:

Dopo parecchi anni passati a studiare e praticare l’arte dello scrivere per vendere, cioè il copywriting a risposta diretta…

E aver collaborato come marketer e consulente con alcune delle migliori agenzie in Italia…

Ho deciso di padroneggiare anche l’altro lato della “medaglia”.

Cioè imparare ad acquisire traffico online, così da avere tutto il processo sotto controllo.

Questo mi ha permesso di imparare molto più velocemente quello che funziona a suon di test rapidi (e alquanto costosi) sul campo.

Dopo aver investito con successo parecchi soldi in Facebook Ads…

Ho scoperto il Native Advertising ed è stato amore a prima vista.

L’ho trovato così efficace e inesplorato in Italia, che ho deciso di creare un’agenzia specializzata solo in questo.

Ad oggi, per darti un numero:

Abbiamo investito ben più di 1 Milione di Euro in Native Advertising negli ultimi 18 mesi.

(Dimostrabili, e il numero è in continua crescita).

Per capire a fondo il caso studio, prima dovresti aver ben chiaro…

Cos’è il Native Advertising?

È la pubblicità fatta su quotidiani online, che si mimetizza con gli altri contenuti editoriali presenti, così da risultare non invasiva e più autorevole.

Qui un esempio preso da un articolo del Sole 24 Ore:

Quali sono i vantaggi delle Native Ads? 

Sono 6:

1- È una fonte di traffico ancora inesplorata in Italia, e chi la sfrutta per primo nel proprio settore può conquistare un enorme vantaggio.

2 – C’è meno concorrenza e quindi ha costi molto più bassi rispetto a piattaforme come Facebook, Google, YouTube, ecc.

3 – Puoi raggiungere un pubblico enorme di persone in Italia e nel mondo, composto da persone “smart” che leggono articoli.

4 – Puoi rendere più autorevole la tua azienda apparendo su quotidiani famosi e prestigiosi investendo pochi centesimi a click.

5 – Nessuno ti banna senza motivo o senza dare spiegazioni, se per sbaglio non rispetti le normative pubblicitarie del canale.

6 – La qualità media dei lead e il loro potere d’acquisto è decisamente più alto rispetto ad altre piattaforme.

Il native non è solo rose e fiori eh…

Ci sono anche delle difficoltà di cui ti parlerò tra poco, ma adesso è arrivato il momento di addentrarci nel caso studio.

Adesso che sai come funziona il Native Advertising e quali sono i benefici, entriamo nel vivo di questo Caso Studio:

Perché questo cliente voleva fare Native Advertising?

Si tratta di un azienda leader nel settore finanziario in Italia, che non nomineremo direttamente nel Case Study per motivi di privacy.

Diciamo che il fondatore viene invitato come speaker a molti eventi internazionali ed è pluri-premiato per i risultati ottenuti in nel settore finanziario. Il cliente cercava una fonte di traffico che: 

1 – Fosse scalabile molto più velocemente rispetto a Google e Facebook (entrambe questi canali hanno un algoritmo sensibile che non performa bene quando il budget si alza troppo in fretta) 

2 – Procurasse lead alto-spendenti al minor prezzo possibile 

3 – Non fosse satura di competizione (l’imprenditore dietro l’azienda non voleva essere confuso con i vari fuffa-guru che fanno pubblicità su Facebook)  

4 – Potesse attrarre un pubblico più “maturo” e “pensante”: il pubblico Native è composto da persone che leggono i giornali e amano informarsi. 

Poter attrarre queste persone significa attrarre un pubblico con 1) una capacità di acquisto mediamente maggiore 2) una clientela più sofisticata che può apprezzare un prodotto “complesso” come quelli del settore finanziario

5 – Potesse differenziare le sue fonti di traffico, così dal non far dipendere la sua azienda dai capricci di Google e Facebook in caso di “ban” improvviso delle campagne

6 – Potesse essere utilizzata per costruire l’autorevolezza del brand mentre il traffico viene indirizzato 

Tutto questo ha reso il Native una fonte di traffico estremamente attraente per questo nuovo cliente. 

E così abbiamo fatto un test. 

Ecco i risultati ottenuti...

Adesso vedremo i risultati ottenuti. Poi ti spiegherò l’esatta strategia (e il funnel) utilizzato…

Come è saggio fare in questi casi, siamo partiti con un test a budget relativamente “basso” per vedere come rispondeva il funnel che abbiamo creato.

Con una spesa iniziale di €2500, abbiamo visto che riuscivamo a ottenere una CPL (Costo per Lead) perfettamente in target per il cliente.

Così ci ha dato “carta bianca” per investire il più possibile negli annunci, purché il CPL rimanesse nei minimi prestabiliti.

Così abbiamo scalato le campagne da una spesa iniziale di €2.500/mese a più di €42.000/mese (un incremento del +1580%).

Magari ti starai chiedendo “dove è la difficoltà nell’aumentare il budget? Basta spendere più soldi no?”.

Per spiegartelo meglio, userò la metafora di un’auto in curva:

È relativamente semplice girare una curva in auto quando stai andando a 30 km/h…

Ma quella stessa curva necessita di un pilota esperto se la vuoi percorrere a 120 km/h.

Bene, quando si fanno gli annunci online è simile:

Quando si spendono budget piccoli è relativamente semplice raggiungere il target a livello di Costo per Lead.

È molto più difficile raggiungere lo stesso obiettivo quando si spendono budget più alti: 

Questo perché vai ad attingere a un mercato molto più ampio, dove ci potrebbero essere clienti meno interessati nell’immediato.

Inoltre, le campagne si “saturano” più in fretta (ovvero vengono ignorate dai lettori perché le hanno già viste diverse volte) e quindi vanno rinfrescate, devi stare attento ai giornali su cui le campagne spendono budget, ecc.  

Puoi immaginarti quindi che, per investire una cifra più alta del 1580%, devi avere delle strategie di ottimizzazione molto precise ed efficienti.

In caso contrario, rischi di bruciare un sacco di soldi in un istante.

Ma, se riesci a “scalare” in maniera corretta, puoi aumentare il numero di potenziali clienti per la tua azienda in maniera vertiginosa.

Ed è proprio questo che siamo riusciti a fare nel giro di 6 mesi…

Adagiando poi le campagne di Native intorno a una spesa mensile di €42.000/mese, garantendo un flusso continuo ma sostenibile di contatti per il team di vendita del cliente.

Screenshot del processo di "Scaling" durato 6 mesi
Fatturato Generato
0
Lead Acquisiti
+ 0

La strategia vincente

Bene, adesso che abbiamo visto i risultati, ti spiegherò nel dettaglio COME siamo arrivati a ottenerli, così che tu possa applicare le stesse strategia nella tua azienda…

In particolare guarderemo:

– Le piattaforme Native che abbiamo utilizzato

– La struttura del funnel

– Le Ads e il materiale pubblicitario

– I vari test e ottimizzazioni che abbiamo eseguito

Le piattaforme:

Le piattaforme principali di Native Advertising in Italia sono due:

  • Outbrain
  • Taboola
 

Mentre all’estero Taboola tende a essere il leader di mercato, in Italia è Outbrain ad avere una presenza maggiore di “publisher” (i giornali, siti e blog su cui far apparire il tuo annuncio).

Immagina queste piattaforme come dei “centri di distribuzione”:

Tu pubblichi i tuoi annunci pubblicitari e la piattaforma si occupa di farlo apparire sui 1000+ siti partner (che possono essere giornali, blog, ecc.)

Siamo quindi partiti utilizzando Outbrain per scalare le campagne del cliente in meno tempo possibile.

Una volta soddisfatti dei risultati su Outbrain, abbiamo creato la prima campagna anche su Taboola.

Questo permette di differenziare un po’ il proprio traffico:

Magari in un certo giorno Outbrain performa meglio di Taboola (o viceversa).

Averle entrambe garantisce una certa resilienza alle campagne.

Il funnel utilizzato

Il funnel che abbiamo utilizzato per il cliente è un classico “webinar funnel” riadattato per il Native…

Con la seguente struttura: 

Ads (su Outbrain e Taboola) -> Advertorial -> Questionario Opt-In -> Webinar -> Opt-in Call -> Consulenza Gratuita -> Vendita 

Grafica del funnel utilizzato

Le Ads

Le Ads non sono altro che l’annuncio che il lettore vede pubblicato sul giornale/sito su cui sta navigando.

Gli annunci sono composti da (1) una Headline (pensa al titolo di un articolo di giornale) che dovrebbe invogliare il lettore a cliccare e (2) una foto, che dovrebbe creare curiosità.

Immaginati un articolo di giornale, però scritto non solo con l’intento di informare, ma anche di persuadere.

Nel nostro caso specifico, “l’articolo” spiegava il metodo utilizzato dal fondatore dell’azienda per raggiungere i risultati eccezionali che ha ottenuto negli anni.

Invitando il lettore a partecipare a una lezione gratuita tenuta dall’imprenditore stesso (il Webinar, prossimo step del funnel).

Ecco la struttura che abbiamo seguito per il Copy (testo persuasivo) in questo Advertorial:

Struttura dell’Advertorial

Headline (il titolo)

Sub-Headline (sottotitolo che introduce meglio l’articolo)

Foto

– Lead (la prima sezione che deve “vendere” la lettura dell’articolo)

Sezione Authority: in questa sezione costruiamo l’autorità della persona – in questo caso l’imprenditore dietro l’azienda

Sezione PAS: la sezione dove parli del problema, lo approfondisci e accenni ad una soluzione. In questo caso abbiamo parlato dei problemi comuni di questo settore finanziario specifico 

– Sezione “solution”: la sezione dove presenti la soluzione nel dettaglio – perché funziona e perché è diversa dalle altre. Abbiamo parlato di cosa rende questo metodo così unico.

Sezione “Call Out Avatar”: qui vuoi indicare chi è il tipo di cliente che può beneficiare della tua soluzione. In questo caso abbiamo elencato chi sono i “profili tipo” degli studenti che ottengono risultati con il metodo proposto.

Sezione Call to Action: qui riassumiamo i benefici principali dell’offerta, creiamo un po’ di “pressione” per agire attraverso la (vera) urgenza e/o scarsità.

Questionario Opt-In 

Questo è dove il lettore lascia i loro dati (es. nome, cognome, email) per poter poi accedere alla lezione gratuita.

Questo passaggio è fondamentale per catturare il “lead”, i dati di contatto del cliente che saranno utilizzati per le varie azioni di marketing.

Quello che abbiamo fatto è rendere il questionario non una semplice serie di domande e risposte, ma un Quiz Gamification:

Rispondendo a delle domande che fanno riflettere il lettore sul perché vuole vedere il Webinar…

Il Quiz passa dall’essere un possibile elemento di “frizione” a uno strumento persuasivo “attivo”.

Webinar, Opt-In e Consulenza Gratuita.

Una volta lasciati i dati, il lettore atterra su un Webinar che “vende” l’accesso ai corsi/community del cliente.

Per accedere a questi corsi, è necessario attraversare una call di qualificazione con un consulente, che poi procede a suggerire un pacchetto in base agli obiettivi del lettore.


Questa tipologia di funnel è abbastanza “standard”.

Cos’è che lo differenzia in questo caso?

Il fatto che il Webinar è preceduto da un Advertorial ed è pubblicato sul Native.

Il Native permette di attrarre un pubblico più “intellettuale” e pronto a informarsi, quindi interessato ad approfondire attraverso la lettura dei contenuti di marketing del cliente (email, webinar, ecc).

Avendo letto l’Advertorial, quindi un contenuto di marketing abbastanza lungo (se confrontato con la tipica Facebook Ad), il lettore è molto più pronto ad acquistare.

Processo di lancio e “scaling” che utilizziamo

Adesso che hai visto nel dettaglio il funnel che abbiamo utilizzato per il cliente, ti rivelerò la strategia di lancio e scaling applicata in azienda.

In poche parole, capirai come prendiamo un cliente che parte da zero, lo prepariamo al lancio e poi scaliamo le campagne in maniera verticale. 

Una volta viste queste varie fasi, ti svelerò gli esatti criteri che puoi usare per determinare se il Native Advertising è adatto alla tua azienda o meno. 

Analisi strategica  

Nessuna campagna di marketing può avere successo se prima non abbiamo fatto un’adeguata analisi di mercato. 

Ecco perché in Native X, partiamo SEMPRE da un’analisi di mercato e un’analisi strategica. 

Che tipo di analisi preliminare ti suggeriamo di fare? Ecco qua: 

Definire il target e avatar: 

  • Dati demografici del pubblico target 
  • Desideri
  • Paure
  • La loro situazione corrente (prima del tuo prodotto/servizio) 
  • Situazione desiderata (Dopo il prodotto/Servizio)
 

Analisi del mercato: 

  • Quali altre soluzioni esistono sul mercato
  • Quanto è competitivo il mercato da 1 a 5? Con 1 = mercato nuovo e 5 = mercato iper competitivo 
  • Cosa rende il tuo prodotto/servizio unico (Unique Selling Proposition, Meccanismo Unico, ecc)
  • Chi sono i concorrenti diretti (competitor che fanno la stessa cosa che fai tu)? 
  • Chi sono i concorrenti indiretti (competitor che risolvono la stessa esigenza ma in un altro modo)?
 

Obiezioni

  • Quali sono le obiezioni comuni dei tuoi clienti? 
  • Quali sono le obiezioni comuni nel tuo settore? 
 

Raccogli le prove

  • Ricerche scientifiche, articoli, evidenze che aiutano a rendere credibile quello che hai da vendere
  • Testimonianze, casi studio e recensioni che aiutano a provare quello che dici a riguardo del tuo articolo
 

Creazione dei contenuti (Advertorial nello specifico)

Un errore che vediamo spesso commettere da chi fa la pubblicità Native (anche aziende molto grandi) è di mandare il lettore a una pagina di vendita “incoerente” con questa fonte di traffico.

Il Native è la pubblicità online su giornali come il Sole24Ore, Repubblica, ecc…

Quindi, mettiamoci nei panni di chi sta navigando su uno di questi siti:

È in cerca di informazioni e di leggere articoli interessanti.

Vede il titolo di un annuncio, ci clicca sopra sperando di atterrare su un articolo utile e…

Finisce su una pagina di prodotto e-commerce.

Quale sarebbe la tua reazione al suo posto?

Probabilmente abbandonare il sito.

Ed è proprio quello che fanno la maggior parte degli utenti.

È necessario creare coerenza logica e di percezione:

Se i lettori cercano un articolo informativo quando cliccano sul tuo annuncio, è proprio un articolo informativo su cui devono atterrare.

Ecco quindi che subentra uno strumento chiamato Advertorial:

Questa parola composta dai termini “Advert” e “Editorial” significa, in poche parole, “articolo di giornale pubblicitario”.

In pratica, è un pezzo di contenuto che sembra un articolo giornalistico ma ha l’obiettivo di pubblicizzare un prodotto o un servizio.

Invece di dire apertamente “Compra questo!”, un advertorial racconta una storia, condivide informazioni utili od offre consigli…

Mettendo in luce le qualità uniche del tuo prodotto o servizio.

Un advertorial funziona perché raggiunge 2 scopi simultaneamente:

– Educa il lettore senza dare l’idea di un pitch di vendita

– Aumenta le conversioni perché il lettore ha la sensazione di “decidere” per conto proprio di acquistare, dopo aver assorbito le informazioni nell’articolo

A differenza di una pubblicità tradizionale che viene percepita come un fastidio, il lettore VUOLE leggere l’advertorial perché lo considera un contenuto che lo aiuterà a chiarire le proprie idee.

L’advertorial è quindi il “contenuto” di marketing prediletto nel Native Advertising.

Questo perché il Native ha come principio cardine quello di “mascherare” il pitch di vendita al lettore:

Vogliamo far consumare il contenuto al lettore in maniera totalmente coinvolta…

Per fare ciò, è importante che il lettore non percepisca che sta leggendo una proposta di vendita.

Come si scrive un advertorial efficace?

Non te lo spiegherò qua: ci sono vari sfumature da analizzare e merita un approfondimento a sé. Ti invito a leggere l’articolo di Blog in cui entriamo nel dettaglio.

Lancio strategico

Una volta creati i contenuti a livello di copy, è arrivato il momento del lancio strategico. 

Come qualsiasi funnel nuovo, il consiglio è quello di iniziare a testare con poco budget così da “accumulare dati” che servono per poi ottimizzare le campagne.

In pratica vuoi fare “poco gas” per vedere come reagisce il funnel e capire: 

  • Quanto traffico serve per una conversione? 
  • Quanto costa ciascun click?
  • Quanto costa una conversione? 
  • Dove sono i colli di bottiglia da eliminare/ottimizzare? 
  • Come reagisce l’algoritmo quando aumento leggermente il budget?
 

Ottimizzare gli annunci

Adesso che hai iniziato ad accumulare dati, è arrivato il momento per ottimizzare le Ads.

Come?

Sul Native si possono ottimizzare sia gli annunci che i publishers.

A livello di Ads:

Vuoi analizzare quelle che stanno performando meglio a livello di costo per click e CTR, eliminare quelle che stanno performando peggio.

Una buona pratica è duplicare” quelle più performanti, testando qualche variante (A/B test) per vedere se riesci a migliorarle.

A livello di publishers

Questi sono i siti/giornali su cui vengono pubblicati gli annunci.

Come ti avevo anticipato prima, solo Outbrain ha più di 1000 publishers su cui il tuo annuncio viene mostrato.

Il problema?

Non tutti sono efficaci allo stesso modo.

Servono quindi strategie per testare e capire quali sono i siti più performanti, senza però spendere troppo budget.

Immagina il seguente caso:

Dobbiamo vendere un prodotto con una CPA target di 50 Euro.

Idealmente, prima di tagliare un sito che non funziona (es: La Stampa), si deve aspettare che spenda almeno 3 volte la CPA, quindi 150 Euro, per esserne sicuri.

Un altro modo per poter chiudere i publisher senza dover spendere 3 volte la CPA è utilizzare le “metriche intermedie”:

In poche parole non si tracciano solo le conversioni finali (es. la cattura di un lead), ma anche le intermedie che sono correlate con la conversione finale (tipo il tempo di lettura medio dell’articolo).

Il ragionamento è il seguente:

Più leggono l’articolo, più è probabile che convertano. Quindi posso ottimizzare per la lettura dell’articolo per determinare la qualità del traffico.

Questo permette di ottimizzare molto più velocemente:

Posso eliminare le sezioni che hanno un tempo di lettura medio dell’articolo eccessivamente basso, risparmiando budget perché non devo aspettare di avere un numero di conversioni adeguato.

Ottimizzare il funnel 

Adesso che abbiamo ottimizzato la parte “alta” del funnel (annunci e publishers) procediamo anche a ottimizzare la parte “intermedia” e “bassa”.

Analizzando le “heat map” e i dati derivanti dal tracciamento, riusciamo a determinare dove ci sono possibili colli di bottiglia nell’Advertorial e nei passaggi successivi:

Ci sono punti in cui le persone perdono interesse ed escono?

Ci sono domande che facciamo nel quiz che forse non sono efficaci?

Attraverso dei dati elaboriamo delle teorie, che poi testiamo attraverso degli A/B test

(essenzialmente creiamo 2 copie identiche, con solo una variabile diversa – quella che vogliamo testare).

Così possiamo determinare in maniera scientifica come migliorare l’advertorial.

Per esempio, al nostro cliente leader nel settore finanziario, abbiamo aumentato il tasso di conversione del 165% grazie al nostro processo di A/B Test…

Scaling & Surfing

Adesso che abbiamo sciolto tutti i colli di bottiglia e siamo sicuri che la CPA (Costo per Azione – ovvero la conversione che vuoi ottenere) sia in un intervallo accettabile, arriva il momento di scalare la campagna.

Aumentiamo il budget progressivamente e controlliamo che la CPA non si “sbalzi” troppo.

Un po’ di aumento è normale (stai iniziando ad attingere a un pubblico più ampio) ma non deve essere eccessivo.

Una volta raggiunto un Ad Spend adeguato, ovvero che porta un numero di lead che ci soddisfa e che possiamo gestire, la fase di “scaling” è terminata.

Procediamo quindi al “Surfing”, dove cerchiamo di rimanere “sulla cresta dell’onda:

L’obiettivo è mantenere alto lo spending e allo stesso tempo assicurarci che il funnel non perda efficacia.

Come sapere se il Native è la fonte di traffico giusta per te?

Come ogni canale pubblicitario, anche il Native ha delle situazioni in cui funziona in maniera estremamente efficace e altri in cui non è l’ideale.

Ti voglio dare alcuni semplici criteri di valutazione per capire se il Native Advertising può fare al caso della tua azienda o no.

Il Native fa al caso tuo se:

– Vendi a un pubblico B2C abbastanza ampio;

– Vendi su scala nazionale o hai sedi in più zone geografiche;

– Il tuo obiettivo vendita diretta con e-commerce o lead generation per le tue campagne;

– Hai un pubblico più “maturo” (over 35);

– Vendi una soluzione efficace e non un acquisto “d’impulso”;

Il Native potrebbe NON essere l’ideale se:

– Vendi a un pubblico B2B o molto di nicchia;

– Hai un’attività locale che vende in un solo CAP o zona geografica ristretta;

– Vendi a un pubblico giovane

– Vendi prodotti “d’impulso” da pochi euro

Chi si qualifica a lavorare con noi

Adesso che hai scoperto come funziona il Native e come lo utilizziamo per raggiungere risultati eccezionali per i nostri clienti…

Adesso che hai capito quali domande chiedere per sapere se il Native fa al caso tuo…

Forse starai pensando:

“Non ho tempo e non ho esperienza per fare tutto questo da solo, come posso affidarmi a voi?”

Quindi, come fare a collaborare con Native X?

Come ti anticipavo all’inizio, siamo una piccola realtà fatta di specialisti del Native Advertising…

La cui unica preoccupazione è aiutarti ad aumentare clienti e fatturato con questo canale. 

Proprio per questo motivo, abbiamo un “limite volontario” di clienti che prendiamo ogni mese:

Accettiamo candidature nuove soltanto quando i clienti attuali sono a “regime” e abbiamo il tempo e attenzione da dedicare a quelli nuovi.

Proprio per questo “tetto massimo” mensile, dobbiamo essere estremamente selettivi quando si tratta di nuove collaborazioni.

Puoi diventare nostro cliente solo dopo esserti candidato ed aver parlato con un nostro consulente:

Durante la call riceverai una panoramica completa di come funziona il Native…

E ti faremo qualche domanda per conoscere gli obiettivi della tua azienda e il tuo prodotto/servizio, capire i tuoi processi di acquisizione cliente e le tue aspettative con il Native Advertising.

Questo ci permette di valutare se ha senso collaborare.

Se riteniamo di poterti aiutare, riceverai una proposta di collaborazione da parte nostra.

Se NON crediamo di poterti aiutare, saremo i primi a dirti di lasciare stare.

Per quei clienti che si qualificano a lavorare con Native X, quali sono i vantaggi?

1) Entrerai a far parte di un gruppo privilegiato di aziende che stanno utilizzando il Native Advertising in maniera profittevole in Italia…

Raggiungendo un pubblico target ampio e “smart”, fatto di persone mature che leggono i giornali.

2) La tua azienda apparirà su giornali prestigiosi come il Sole24Ore, la Repubblica, e molti altri, aumentando così l’autorevolezza del tuo brand per associazione.

3) Potrai scalare velocemente il tuo business, utilizzando una fonte di traffico in cui si può arrivare a investire con successo diverse migliaia di € al giorno.

4) Potrai collaborare “a performance”, senza costi pubblicitari nascosti.

Il nostro compenso è proporzionale al budget pubblicitario investito per conto tuo.

Abbiamo tutto l’interesse nel assicurarci che le tue campagne siano il più profittevole possibile.

5) Riceverai un servizio “Tutto compreso” senza vincoli:

Quando lavori con noi, hai un esperto di strategia, un copywriter, un media buyer, un esperto di Conversion Rate Optimization, tutto compreso senza extra.

Non sei soddisfatto della collaborazione?

Puoi interrompere quando vuoi con un mese di preavviso, senza costi aggiuntivi

Richiedi una call strategica

Quindi, se vuoi essere aiutato dalla prima agenzia specializzata in Native Ads in Italia e credi di essere un buon candidato, ti invito a prenotare subito una consulenza strategica. 

NON sarà una chiamata di vendita in cui cerchiamo di farti firmare un contratto a tutti i costi. 

Sarà una chiamata di “allineamento strategico” dove riceverai una panoramica di come puoi essere il Native per la tua azienda…

E cercheremo di capire se il Native può fare al caso tuo. 

Ti ripeto che siamo un piccolo team di specialisti che non può lavorare con chiunque. 

Se non ti vediamo convinto al 100% e/o non crediamo di poterti aiutare a ottenere risultati con il Native, saremo i primi a dirti di lasciar stare. 

Preferiamo dedicare massima attenzione solo a partner selezionati, con cui instaurare collaborazioni win-win per il lungo termine.

Al momento abbiamo spazio per 1 / 2 clienti nuovi al mese al massimo*.

(*Quando leggerai questo caso studio la disponibilità potrebbe essere cambiata)

E poi sono costretto a mettere le nuove richieste in lista d’attesa fino a data da destinarsi.

Se vuoi scoprire se il Native Advertising può funzionare anche per la tua azienda e come possiamo aiutarti…

Clicca qui sotto per richiedere la tua consulenza strategica gratuita.

Spero che il case study sia stato interessante.

Ti auguro una buona giornata.

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su native X

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